Il golf per tutti: successo dell’Open Day al Parco Airoldi (VIDEO)
Una giornata di sport, inclusione e scoperta: il Golf Club Parco Airoldi apre le porte alla città con un Open Day affollato da famiglie, giovani e curiosi, guidati dall’entusiasmo della campionessa Alessandra Fanali e dall’impegno del circolo nel rendere il golf davvero accessibile a tutti.
Lo sport è per definizione inclusione e collaborazione. Anche negli sport individuali, condividere il proprio percorso e i propri traguardi è ciò che dà la massima soddisfazione. Talvolta, anche negli sport che sono entrati storicamente nell’immaginario collettivo come attività per pochi, per ricchi. Proprio seguendo questo spirito d’inclusione, ieri il Golf Club Parco Airoldi ha organizzato una giornata con ingressi e attività gratuite, per provare un primo approccio al gioco, godersi la giornata in compagnia con cibo, musica e amici.
Un Open Day di successo
Sotto il sole di Palermo, il circolo si è riempito sin dal mattino: famiglie, giovani, curiosi e neofiti sono stati attratti dalla possibilità di provare qualcosa di nuovo. Tra uno spritz e uno stuzzichino, molti hanno afferrato un legno o un putter per la prima volta, guidati dai soci del club e dagli istruttori presenti. A rendere la giornata ancora più speciale è stata la partecipazione di Alessandra Fanali, campionessa italiana e atleta di livello internazionale, che con grande disponibilità ha seguito personalmente bambini, ragazzi e adulti nei loro primi colpi: “La bellezza di questo sport è che sei sempre immerso nella natura. Ogni giorno hai sensazioni diverse e impari sempre qualcosa di nuovo”. E sono stati molti ieri a scoprire davvero per la prima volta questo sport, anche chi prima lo guardava con diffidenza: “Non è vero che il golf è uno sport elitario – continua Fanali – È accessibile a tutti: giovani, adulti e persone di ogni fascia sociale. La federazione oggi regala persino lezioni gratuite per iniziare”.
La campionessa inoltre ha messo in evidenza il valore inclusivo del golf, che permette anche ai più piccoli di cimentarsi in questo tipo di attività: “Per i bambini è meraviglioso: sono all’aria aperta, possono correre, giocare, stare insieme. È uno sport che diverte e fa crescere”.
Fanali, che ha vissuto per molto tempo negli Stati Uniti, ha anche sottolineato che “per un americano è incredibile vedere un campo da golf nel cuore di una città. È come avere un campo da golf dentro Central Park. È qualcosa di davvero speciale”.
Il presidente del circolo, Avv. Luciano Basile, ha spiegato come questa apertura alla città sia ormai una missione: “Il Golf Club Parco Airoldi non è solo un campo: è un luogo in cui si cresce, si condivide e si sta bene. Per questo mettiamo a disposizione dei soci non solo le 9 buche e il campo pratica, ma anche palestra, piscina e il nostro punto mare. Vogliamo che chiunque entri qui si senta a casa”.
Uno sport d’élite? Non più
Il Golf Club Parco Airoldi, nel cuore del Parco della Favorita, è un luogo che ha scelto l’inclusione come propria firma distintiva, rendendo il golf accessibile a tutti, grandi e piccoli. Le iniziative del club parlano chiaro. A marzo 2025 ha ospitato la Matilde Golf Cup, dedicata a Matilde Padoan, prima atleta italiana con sindrome di Down a competere nel golf: una giornata simbolo della forza dello sport come strumento di integrazione. I vincitori della gara hanno ricevuto opere dipinte da Matilde stessa, trasformando l’evento in un ponte tra talento, arte e sensibilità sociale.
Accanto all’attività agonistica, il club investe sul futuro con una scuola privata e il “Club dei Giovani”, pensati per guidare bambini e ragazzi alla scoperta di questo sport in modo divertente e formativo. Un percorso che apre il golf a nuove generazioni, nuove storie, nuovi entusiasmi.
Dalle Highlands alla Sicilia
Le origini del golf si perdono tra mito e storia. Il nome, secondo una leggenda ormai sfatata, deriverebbe dall’acronimo “Gentlemen Only Ladies Forbidden”, una suggestione folkloristica che però non ha fondamento. La parola “golf”, in realtà, discende dall’olandese kolven, e proprio fra Olanda e Scozia si è acceso per secoli un dibattito sulle vere radici di questa disciplina. Alcuni testi medievali olandesi descrivono giochi molto affini a quello moderno; altri, scozzesi, documentano pratiche simili già nel XV secolo. Quel che è certo è che, una volta arrivato sulle verdeggianti Highlands, il golf trovò la sua forma contemporanea.
Il suo viaggio verso la Sicilia è molto più recente: negli anni Venti, la Società Italo-Belga realizzò il primo campo a Mondello, poi distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. La vera rinascita del golf palermitano avvenne però a inizio Duemila, con la creazione del Golf Club Parco Airoldi. Oggi il circolo mette a disposizione 9 buche, 12 postazioni di pratica e circa 140.000 metri quadrati di verde nel cuore della città. Un unicum nel panorama italiano ed europeo: un campo di golf urbano che valorizza natura, storia e sport in un’unica esperienza, restituendo alla città un modo nuovo di vivere lo spazio e il benessere.
Il Golf Club Parco Airoldi continua così a scrivere una storia fatta di tradizione, innovazione e accoglienza. Una realtà che dimostra come il golf sia molto più di uno sport: è un modo di stare insieme, crescere e vivere il verde nel cuore della città.
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